

Lo scorso 29 luglio 2026 abbiamo finalmente allacciato alla rete il nostro vigneto agrivoltaico avanzato.
Un traguardo che conclude un percorso iniziato circa quattro anni fa e apre una nuova fase.
Quando abbiamo iniziato a immaginare questo progetto avevo 19 anni. Oggi ne ho 23 e vedere quell’idea trasformarsi in un impianto reale e funzionante rappresenta per me una soddisfazione enorme.
Dietro questo risultato ci sono anni di progettazione, studio, ricerca, autorizzazioni e decisioni importanti: un investimento economico significativo, ma soprattutto in tempo, conoscenza e sperimentazione.
L’obiettivo non è mai stato semplicemente installare moduli fotovoltaici sopra un terreno agricolo, ma realizzare un sistema nel quale produzione agricola ed energetica fossero realmente integrate.
Nel vigneto sono state messe a dimora varietà resistenti e l’impianto è stato progettato partendo dalle esigenze della coltura: soluzioni per massimizzare la disponibilità di luce e limitare l’ombreggiamento, oltre a un sistema di raccolta dell’acqua piovana dai moduli, usata poi per irrigare.
Essendo tra le prime realizzazioni agrivoltaiche avanzate di questo tipo in Italia, è stato necessario studiare diversi scenari, cercando il miglior equilibrio tra esigenze agronomiche, energetiche e strutturali.
Ho legato il progetto anche al mio percorso in Scienze e Tecnologie Agrarie presso l’Università degli Studi di Padova, dedicando entrambe le mie tesi a questo impianto.
Nella tesi triennale, “Analisi tecnico-funzionale per l’ottimizzazione di un impianto agrivoltaico: un caso studio in Valsabbia”, ho studiato l’ombreggiamento dei moduli sulla coltura e confrontato diverse configurazioni. I risultati sono stati utilizzati come supporto alla progettazione definitiva.
A settembre discuterò la tesi magistrale, “Ricarica di mezzi agricoli elettrici in un vigneto agrivoltaico, dimensionamento dei punti di ricarica”, dedicata all’integrazione tra agrivoltaico e meccanizzazione agricola elettrica, studiando l’utilizzo dell’energia prodotta in azienda per alimentare i mezzi agricoli, argomento che sarà sicuramente sempre più rilevante in futuro.
Credo che agricoltura ed energia non devono necessariamente competere per lo stesso spazio: attraverso progettazione, ricerca e innovazione possono diventare parti dello stesso sistema produttivo.
Un ringraziamento a Nyox e a tutti i professionisti, tecnici e collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione di questo grande progetto. Agrienergie Tecnerga Srl
L’allaccio chiude quattro anni di progettazione e apre la fase forse più interessante: sperimentare sul campo, raccogliere dati e studiare nel tempo le interazioni tra vigneto e impianto.
Un progetto che ha trasformato studio e ricerca in qualcosa di concreto e rafforzato la direzione del mio percorso professionale: innovazione, agricoltura e agrivoltaico!
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11 Août 2026 à 12h29
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